SETTEMBRE
3-4-5
   
...se c'è una città in Puglia nascosta agli occhi di un visitatore distratto, capace però di regalare all'improvviso tracce di una storia mai compiutamente narrata, quella è Brindisi o Brunda nell'antica e poco decifrata lingua dei Messapi, situata nella penisola salentina a ridosso del Mar Adriatico, a circa 32 km di distanza la Lecce. Avvenimenti ed epoche differenti sedimentati nei blocchi di arenaria trasformano una passeggiata tra i decumani segreti del centro in una virtuosa lezione di storia. Sembra a tratti di percepire tra il rumore dei passi sul levigato selciato in pietra di Trani che conduce alle colonne del porto, echi sovrapposti di voci lontane nel tempo, dal passo grave e cadenzato delle legioni romane ai richiami dei venditori ambulanti di libri in lingua greca che affollavano le vie dell'antico centro, aumentando il fervore culturale che in quel tempo mescolava culture diverse facendo così incontrare Oriente e Occidente. La città infatti, ha da sempre attinto e sviluppato la sua fortuna proprio dall'importantissimo scalo che ha visto muoversi imbarcazioni mercantili sin dai Messapi per raggiungere l'apice della fortuna divenendo porto dell'Impero Romano, fino al Medioevo quando le banchine del suo porto si popolarono di pellegrini e crociati in partenza per la Terra Santa, avvenimenti che le valsero l'appellativo di “testa di ponte fra Oriente ed Occidente”. Città naturalmente fortificata e già protetta dal suo porto, con l'alternarsi delle potenze Angioine e Aragonesi ha visto svilupparsi un arduo sistema difensivo già avviato dagli Svevi. La città infatti si difendeva avvalendosi dei suoi castelli e dell'amplio recinto fortificato che dal castello di terra cingeva l'intero centro cittadino grazie alla presenza delle mura, dei bastioni e delle due porte d'accesso: Porta Napoli e Porta Lecce. Le floride acque brindisine sono state nel tempo solcate da conquistatori spagnoli, francesi, conoscendo anche il dominio di Venezia e con lei dividendo il predominio dell'Adriatico, altalenando momenti di ricchezza a quelli di momentaneo declino da cui rialzarsi più forte di prima nella sua potenza marinara. Difficile indicare una priorità dei luoghi da visitare senza incorrere il rischio di tralasciarne qualcuno di certo imperdibile, ma la città sorprende per le sue chiese romaniche, per le imponenti opere militari lasciate a difesa del suo splendido porto naturale da Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi e Spagnoli.
   
 



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