GENNAIO
17
AGOSTO
20-21-22
   
In occasione dei festeggiamenti dedicati alla Madonna di Corsignano, a Giovinazzo, il sabato precedente la processione della Madonna, si snoda per le strade della città il Corteo Storico.
Si narra che tra i cristiani che riuscirono a sfuggire da Gerusalemme, sottraendosi alle ire di Saladino, Sultano d'Egitto e di Siria, dopo che questi aveva sbaragliato le armate crociate il 2 ottobre 1187, vi fosse un capitano francese di nome Geretèo.
Egli, fuggendo, aveva portato con sè, sottraendolo agli infedeli, un dipinto della Madonna e, dopo un viaggio avventuroso, si era fermato presso il lazzaretto che sorgeva nel Casale di Corsignano nell'agro giovinazzese.
Nell'intento, forse, di ricambiare le attenzioni e le cure ricevute, il crociato donò al parroco del Villaggio il dipinto della Vergine. Per molti secoli il quadro della Vergine, detto appunto Madonna di Corsignano, fu esposto nella chiesa dell'omonimo Casale ed era venerato per i molti miracoli che operava. Il suo culto crebbe sempre di più, tanto che, nella terza domenica dell'agosto 1388, fu solennemente proclamata, dal vescovo Nicola, patrona di Giovinazzo.
La prima parte del corteo rievoca la traslazione del miracoloso dipinto dal Casale di Corsignano alla Cattedrale, avvenuta, forse, nel 1677, per volere del vescovo di Giovinazzo, Agnello Alfieri.
L'episodio, avvenuto in piena dominazione spagnola, si evidenzia nelle vesti dei figuranti, policrome e barocche. Nella seconda parte, gli abiti si fanno più austeri e castigati, riportandoci in quel lontano 1188 in una atmosfera contrita quale in effetti dovette essere la circostanza in cui il popolo, l'8 maggio di quell'anno, portò penitenzialmente in Cattedrale l'immagine della Madonna, chiedendo e ottenendo il miracolo della pioggia, dopo una lunga e nefasta siccità che avviliva uomini e campagne.
   
 



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Testi di C. Serrone - Foto di D. Mottola