I fuochi di Sant'Antonio
GENNAIO
17
AGOSTO
20-21-22
   
Secondo il calendario cristiano il giorno 17 gennaio ricorre la festa di Sant'Antonio Abate, santo particolarmente venerato dalla comunità giovinazzese che ogni anno in suo onore organizza l'accensione di diversi falò dislocati in vari punti della città, soprattutto nel caratteristico centro storico affacciato sul mare.
L'usanza dei “fuochi di Sant'Antonio” presenta origini che attingono dalla sfera del sacro fino a quella più squisitamente folkloristica e popolare. Secondo l'agiografia il giovane Antonio (251 d.C. circa; 17 gennaio 356 d.C.) ritiratosi in meditazione nel deserto, riuscì miracolosamente a scampare all'incendio della sua capanna; fu così considerato dai suoi seguaci il “protettore del fuoco”, guaritore dalla peste e dalla cosiddetta patologia del “fuoco di Sant'Antonio”.
Il culto del santo si diffuse a Giovinazzo probabilmente con la dominazione francese tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo, ma la tradizione dei fuochi era probabilmente già presente sul territorio giovinazzese e rappresentava un momento di comunione tra le famiglie che s'incontravano attorno al fuoco dopo il lavoro, cucinando e consumando assieme fave “crepiet”, qualità dai frutti molto grandi, cucinate in grosse pentole di creta dette “pignet”, accompagnate da prodotti della terra come le olive in acqua, e un buon vino rosso.
Tale tradizione si è mantenuta quasi intatta nel tempo, venendo anzi arricchita sempre con nuovi elementi d'intrattenimento.
Ogni anno, infatti, le varie associazioni e gruppi parrocchiali accatastano nelle piazze principali della città, grandi cumuli di ceppi e fascine provenienti dalle campagne locali. Nella partecipazione collettiva, alimentata dall'euforia dell'imminente Carnevale, il fuoco purificatore prende vita, si sprigiona dalla legna con alte lingue che si protendono verso l'alto mentre il calore conquista i presenti.
L'atmosfera si carica allora degli elementi della festa con balli popolari, concerti improvvisati ed esibizioni varie, invece il palato è soddisfatto con degustazioni di fave e prodotti tipici.
   
 



  > Maria di Corsignano
  > La Festa
   
 
Photogallery
Photogallery
Photogallery