AGOSTO
25-26-27
   
Ininterrottamente dal 1794, ma con ogni probabilità molto più indietro nel tempo, la statua d'argento del Protettore Sant'Oronzo portata processionalmente nelle vie cittadine il 26 di agosto, viene scortata da una quarantina di cavalieri in costume.
Si rinnova così annualmente la solenne pratica devozionale della Cavalcata di Sant'Oronzo, per perpetrare la gratitudine popolare per il Protettore, che avrebbe preservato Ostuni dalle epidemie di peste del 1467 e del 1656-57, oltre che dal terremoto che interessò il basso Ionio nel 1743.
Un trio di flauto, tamburo e cassa suona per le strade il tradizionale motivo della Cavalcata durante la novena che precede la festa patronale, partecipa al pellegrinaggio al Santuario sul Monte Morrone e accompagna la stessa processione del 26 agosto.
I cavalieri che rinnovano lo storico appuntamento, si trasmettono di padre in figlio l'onore di fare parte del corteggio processionale al Santo.
Le immagini di fede, cultura, arte e umanità condensati nella singolare manifestazione, continuano a fare sicura breccia nella considerazione ammirata di tanti in Italia e anche all'estero, dove spesso la Cavalcata ha trovato entusiastica ospitalità.
Molti ostunesi rientrano puntualmente per l'appuntamento agostano, rinnovando un atto di amore per il proprio paese.
Il turista che incrocia per la prima volta la Cavalcata, rimane folgorato dall'elegante imponenza dei cavalli murgesi, dalla magnificenza delle loro artigianali bardature, dall'armonico esito cromatico degli abiti multicolori dei fantini (casacca rossa, pantaloni bianchi, cappello cilindrico con pennacchio biancorosso), richiamanti echi lontani di fogge e cultura delle tante genti, che hanno calcato i nostri dorati lidi e le nostre tormentate colline.
   
 



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Testi di D. Ciccarese - Foto N. Pacella, Valente, G. Armenio