MAGGIO
7-8-9
   
Il Santuario di Montevergine, sorge su un'amena collinetta a circa due chilometri da Palmariggi, è un luogo di culto molto frequentato dalle comunità locali e meta di migliaia di pellegrini che durante tutto l'anno, e in particolare nel mese di maggio, dedicato alla Vergine, si recano in preghiera sulla collina.
L'8 maggio, in ricordo dell'apparizione della Madonna avvenuta nel 1595, si tengono i solenni festeggiamenti.
La festa è suggestiva e partecipata. Nel tardo pomeriggio del 7 maggio, i fedeli muovendosi in processione dalla Chiesa Madre di Palmariggi, portano la statua della protettrice Madonna della Palma al Santuario di Montevergine.
Dopo la celebrazione della Santa Messa, con gran partecipazione di devoti che arrivano da tutto il Salento ha inizio la processione che conduce verso il paese.
La statua della Madonna della Palma e la statua della Madonna di Montevergine, come da tradizione portata a spalla dalle donne di Palmariggi, vengono portate in processione, percorrendo “l'antico cammino”.
Si rinnova il viaggio che nei secoli i pellegrini percorrevano in preghiera per raggiungere il Santuario.
L'atmosfera è molto suggestiva e intimistica. Il silenzio della campagna è rotto dalla preghiera e dai canti intonati alla Vergine.
Il sentiero, costeggiato da distese di ulivi secolari, è illuminato dal chiarore della luna e da centinaia di fiammelle che i fedeli accendono lungo tutto il tragitto fra gli alberi, i muretti a secco e le antiche pajare.
All'arrivo in paese, le statue della Madonna, sono accolte da fuochi d'artificio, luminarie artistiche e spettacoli bandistici.
L'8 maggio, la festa si svolge in paese, nella mattinata la Madonna di Montervergine viene portata in processione lungo le vie del paese e nei giorni successivi la comunità festeggia la Vergine con vari momenti di preghiera.
La festa si conclude con la processione che, nella domenica successiva all'8 maggio, riconduce la Madonna nella sua casa a Montevergine.
   
 



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Testi di don M. Cursano e A. Stifani - Foto di Pro Loco e G. Armenio