AGOSTO
6-7-8
   
I momenti dedicati al culto della sacra icona della Madonna di Sovereto nell'arco dell'anno costituiscono un ciclo celebrativo che si conclude con la Festa Maggiore, momento in cui il mistico sentire della comunità è fortemente amplificato dai riti di carattere anche folkloristico.
Il 16 di aprile ha inizio il settenario di preghiera con l'esposizione dell'icona al centro della Cattedrale di Terlizzi; le porte della Cattedrale vengono aperte alle 14.00 in punto mentre già la folla di fedeli si accalca per poter avere l'onore di posare per primi gli occhi carichi di preghiere, speranze e suppliche sul viso della Vergine.
Concluso il settenario, il 23 di aprile, data che anticamente coincideva con l'apertura della fiera di San Marco a Sovereto, il simulacro viene portato in processione verso l'antico sito di Sovereto e riposto nel luogo di origine, la grotta dove il culto ha avuto inizio, rito questo di istituzione cinquecentesca.
L'icona resta a Sovereto, continua meta di pellegrinaggi, per più di tre mesi fino al sabato precedente la prima domenica di agosto, momento in cui torna nel cuore della comunità terlizzese.
E' il tanto atteso momento della Festa Maggiore, la festa grandiosa e bella, mistica e soprattutto spettacolare; è il momento dell'imponente Carro Trionfale che ospita il quadro della Madonna di Sovereto.
Dal tramonto fino a sera della prima domenica di agosto, il carro sfila tra le vie del centro, una “macchina da festa” di origine settecentesca alta più di 22 metri, spinta dalla forza di 60 uomini e da quattro timonieri che guidano il carro tra due ali di folla. Nella sua imponenza e maestosità riemergono gli elementi tipici della cultura contadina e di quel volere divino manifestato, secondo il racconto popolare, nel prevalere del bue terlizzese su quello bitontino; sono visibili infatti, grandi teste di cartapesta dei buoi sulla parte prodiera del carro (con il bue bitontino sulla sinistra che riporta l'occhio ferito e il bue terlizzese con il corno insanguinato sul lato destro), e ancora la statua di San Michele Arcangelo, altro Patrono della città di Terlizzi.
Viva è la partecipazione emotiva della folla che rimane col fiato sospeso quando il carro affronta le due curve a gomito del percorso.
L'incanto della festa si protrae ancora con i fuochi pirotecnici che rischiarano in quell'unica e calda notte d'estate tutto l'agro di Terlizzi.
   
 



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Testi di F. Di Palo - Foto di F. Palo, F. De Chirico e G. Armenio