GIUGNO
28-29-30
   
Galatina festeggia i santi patroni Pietro e Paolo il 28, 29, 30 giugno e ogni giorno ha un “ruolo” differente all'interno della festa per rimarcare la differenza esistente tra i due santi nella città, una differenza mirabilmente sintetizzata nel famoso detto locale “Paulu coje e Pietro mangia”(Paolo raccoglie e Pietro mangia) e nell'appellativo di San Paolo chiamato lu santu de li forastieri (ovvero di coloro che non abitano a Galatina). Il 28 giugno, la vigilia, resta ancora oggi il giorno più affascinante della festa patronale. Fino agli anni Ottanta del secolo scorso si radunavano nella cappella di San Paolo i tarantati con i famigliari ed i musicisti terapeuti che alternavano per tre giorni e tre notti fasi di sonno a momenti di danza coreutica per debellare il male, ed una volta ottenuta la grazia da San Paolo rendevano omaggio al santo. Accanto a questo rito, oggi scomparso, ma recuperato in chiave folkloristica con ronde spontanee di fronte la cappella, si svolge la tradizionale processione in una coloratissima scenografia naturale. Per tre giorni i giardini pubblici e la grande piazza S. Pietro , avvolti dalle splendide luminarie, sono pieni di bancarelle. Nei pressi della chiesa matrice si trovano gli oggetti tipici di questa festa: i mantaji (ventagli in carta con immagini dei SS. Pietro e Paolo e altri santi) e le zagareddhre, nastri di raso colorato che le donne legano ai polsi per ballare la pizzica. Sono tre giorni dedicati alla musica. La vigilia, il tradizionale concerto di gruppi di pizzica, il 29 si esibiscono le bande cittadine, a cui i galatinesi sono molto affezionati, con ben due casse armoniche situate in punti diversi della città. Si termina il 30 con un concerto di musica leggera. Una festa per gli occhi ed il cuore.
   
 



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Foto di Pierluigi Luceri