Sant'Oronzo
AGOSTO
25-26-27-28
   
Sulla vita di Sant'Oronzo non si hanno a oggi notizie scritte certe, compensate da un'antica tradizione, tramandata di generazione in generazione.
Secondo la tradizione, nato a Lecce nel I secolo d.C. con il nome di Publio, si convertì al cristianesimo grazie a un discepolo di Paolo, Tito (o Tizio) Giusto, che recandosi a Roma naufragò sulle coste salenti-ne. Publio fu così battezzato con il nome di Oronzo, che significa “risorto”, e seguendo Giusto a Corinto incontrò l'Apostolo Paolo che lo consacrò primo Vescovo della Japigia, l'odierna Puglia.
Tornati in Salento si dedicarono alla conversione della popolazione locale, fino al sopraggiungere delle persecuzioni dell'imperatore Nerone (64 d.C.) che costò loro l'esilio. Iniziò così il loro peregrinare che li portò a Turi dove furono accolti e presso la grotta che in seguito prese il suo nome, Oronzo predicò il Vangelo. Giunto a Lecce, dopo aver consacrato la prima chiesa, dedicandola a Maria Madre di Dio, Oronzo fu arrestato e dopo undici giorni di tormento subì il martirio mediante decapitazione all'alba del 26 agosto del 67 d.C. I turesi tennero sempre viva la fiamma della fede, che Oronzo secoli prima aveva acceso. Durante la terribile pestilenza degli anni 1656-1659, Sant'Oronzo, apparendo a una fanciulla in preghiera, promise che avrebbe ottenuto da Dio la fine del morbo e le rivelò l'accesso dimenticato alla sua sacra grotta.
Nell'anno 1726, apparendo a frà Tommaso da Carbonara, dei Francescani Riformati del Convento di San Giovanni Battista in Turi, il San-to confermò la sacralità del luogo che aveva scelto come propria dimora dedicata al suo culto.
Il 12 aprile del 1731, il glorioso Santo, che aveva preservato la città dal rovinoso ter-remoto del 20 marzo, fu proclamato protettore di Turi. Il sommo pontefice Pio VII, il 22 giugno 1819, concesse alla città di Turi la facoltà di celebrare il 26 agosto di ogni anno la Messa e l'Ufficio Divino di Sant'Oronzo Vescovo e Martire.
Nel 1851, i turesi vollero onorare il loro patrono con la costruzione di un carro che celebrasse i suoi trionfi, durante la festa a lui dedicata. Il Carro Trionfale attuale, il quarto in ordine di tempo, fu benedetto il 25 agosto 1971.
   
 



   
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